Committee for the
Italians Living Abroad

Comitato degli Italiani all'Estero
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CARMELO CICALA SCRIVE AI COLLEGHI: TANTE LE COSE DA FARE NEL 2006 MA INSIEME OTTERREMO I DOVUTI RISULTATI

WASHINGTON\ aise\ - "Con l’apprestarsi della fine del 2005, insieme ai miei sinceri auguri di Buon Natale ed un prospero e felice 2006, desidero congratularvi per tutto ciò che avete realizzato nelle vostre rispettive giurisdizioni e ancora una volta esprimervi il mio ringraziamento per la sentita fiducia con cui mi avete affidato il compito di essere il Coordinatore dei Comites USA". Inizia così il messaggio natalizio che Carmelo Cicala, Presidente del Comites di Washington e Presidente Coordinatore dei Comites USA, ha inviato a tutti i suoi colleghi nei Comitati degli Usa tracciando un bilancio dell’anno passato e le linee programmatiche di intervento per quello futuro.

"Il 2006 scrive Cicala - dovrà passare alla storia come l’anno che ha prodotto dagli undici Comites delle altrettanti giurisdizioni consolari un unico, solido Comites, organismo istituzionale del Ministero per gli Italiani nel Mondo, democraticamente eletto a rappresentare tutti i connazionali residenti negli USA", un organismo, insomma, che potrà essere il referente unico di enti e istituzioni.

"Il recente malaugurato evento di Casa Sicilia a New York" ricorda Cicala riferendosi all’esclusione della comunità siciliana negli Stati uniti dall’inaugurazione e dalla gestione della nuova sede della regione a New York, "mi costringe a denunciare questo modus operandi che permette queste continue ricorrenze da parti di Enti e Istituzioni, dalle Alpi alle Isole, le Regioni, le Province, i Comuni, rappresentanze statali o parastatali, insomma un po’ tutti, che continuano ad ignorare l’esistenza di una legge della Repubblica, la 286 del 23 ottobre 2003, che, all’interno del Ministero per gli Italiani nel Mondo, istituisce il Comites, che a sua volta elegge i loro rappresentanti in seno al CGIE, come l’Organo di rappresentanza fra comunità e Patria. Tengo a precisare – aggiunge Cicala - che i componenti di detti Comites sono stati democraticamente eletti dagli elettori di cui facciamo parte e che, come tali, conosciamo a fondo le necessità, le problematiche, i desideri delle comunità, che provengono da tutti gli strati della società: dai professionisti all’imprenditoria, dalla cultura alla politica, dal proletariato al manageriale; e che nessuno, meglio di questo gruppo di espatriati può meglio aiutare l’espansione dell’italianità all’estero, e siamo gli stessi che voteremo alle prossime elezioni politiche".

"È ora di fare sentire all’unisono la nostra voce - esorta Cicala – affinché i Comites siano una fonte d’informazione, di consulenza, di aiuto alle iniziative delle Regioni, Province, Comuni, Enti statali o parastatali" consapevoli che "il comune denominatore di tutti noi che ci siamo sottoposti al setaccio della selezione elettiva delle nostre comunità è uno solo: glorificare la Patria che ci ha dati i natali, diffondendo la nostra cultura, la nostra lingua, il nostro design,il nostro prodotto, la nostra enogastronomia, il nostro paesaggio; in breve tutto quello che il mondo ci invidia: the Italian style of life".

Per Cicala si dovrebbe riflettere anche sulle modalità di elezione del Cgie, in particolare per i membri di nomina governativa in "quota associazionismo". "Si dice che i consiglieri dovrebbero essere gli eletti dagli eletti, mentre, in effetti, queste elezioni sono contaminate dalla presenza di elettori che a loro volta non si sono mai confrontati con l’elettorato, (o magari addirittura rigettati dall’elettorato) ma inseriti per nomine indiscriminate o comunque anomale alla costituzione di in gruppo altrimenti democraticamente eletto. Se si cerca di giustificare questa pratica in difesa dell’associazionismo – sostiene Cicala - , è una falsità" perché "noi tutti eletti al Comites facciamo parte di questa o quell’associazione, che come per tutte le associazioni sono state il nostro solo modo di colloquiare con le istituzioni, ma come appartenenti a questa o quella associazione ci siamo presentati alle elezioni e siamo stati eletti a rappresentare tutto l’elettorato (facente o non facente parte a questa o quella associazione), e siamo l’organo di rappresentanza. È ora che, di fatto, i componenti del Cgie siano eletti dagli eletti al Comites, e che questo valga anche per i membri nominati da enti in Italia".

Sull’informazione e sulla comunicazione, il Coordinatore dei presidenti dei Comites non è più tenero. "I nostri appelli a RAI International lasciano il tempo che trovano. Al nostro appello, firmato da tutti i presidenti dei Comites, e portato dal consigliere e membro di Presidenza Silvana Mangione alla riunione di San Francisco del 10 aprile scorso, auspicammo che "nel pieno rispetto della pluralità dell’informazione, venga adottata la rotazione dei telegiornali nella programmazione dei palinsesti di RAI International per la fascia oraria di maggiore ascolto e nelle trasmissioni di RAItalia in USA. Il Comitato dei Presidenti – continuava l’appello – chiede altresì che venga immediatamente costituito un Comitato di consultazione permanente della Direzione di RAI International sui programmi per gli USA, formato da componenti delle rappresentanze democratiche degli italiani in USA e ne propone la seguente composizione:…(omissis)… , che si incontreranno periodicamente con i massimi dirigenti di RAI International". Al nostro appello- ricorda oggi Cicala - RAI International non ha concesso neppure la cortesia di un riscontro. Dovremo riprendere la mozione, e inoltrarla per raccomandata con ricevuta di ritorno, così che almeno non potranno dire di non averla ricevuta".

"Mi auguro - aggiunge Cicala cambiando argomento - che nel 2006 avremo un sito a carattere nazionale che si occupi di problematiche di carattere generale e che dal quel sito possiamo collegarci ai siti locali dei vari Comites che ciascun presidente provvederà a fare aggiornare almeno mensilmente. Tutto questo senza tralasciare la spinta all’insegnamento della nostra lingua nelle scuole K-16, cosi che l’italiano rimanga un idioma vibrante, la nostra lingua, quella dei nostri figli, e di tutti coloro che amano la nostra cultura, le nostre tradizioni". Insomma, conclude, "c’è tanto da fare, ma insieme otterremo i dovuti risultati". (aise)

Carmelo Cicala ringrazia






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