INFORM - N. 259 - 22 dicembre 2005
ITALIANI
ALL’ESTERO
Da
Carmelo Cicala (coordinatore Comites Usa), auguri e problematiche sul tappeto
per i colleghi
“Dobbiamo far sentire la nostra voce”
CGIE: ci sono consiglieri “inseriti per
nomine indiscriminate o comunque anomale alla costituzione di un gruppo democraticamente
eletto”. Informazione: “I nostri appelli a Rai International lasciano il tempo
che trovano”
WASHINGTON – “Il
2006 dovrà passare alla storia come l’anno che ha prodotto dagli undici Comites
delle altrettanti giurisdizioni consolari un unico, solido Comites democraticamente
eletto a rappresentare tutti i connazionali residenti negli Usa”. Così Carmelo
Cicala, presidente del Comites di Washington D.C. e coordinatore dei Comites
negli Stati Uniti nel porgere gli auguri per le prossime festività ai colleghi.
Con i quali si congratula “per tutto ciò che avete realizzato nelle vostre rispettive
giurisdizioni” e che ringrazia per la fiducia accordatagli con l’incarico.
Cicala nel suo messaggio sottopone all’attenzione dei
Comites una serie di problematiche chiedendo la loro adesione. Un messaggio
che vuole essere di sprone.
Innanzi tutto ricorda il “recente malaugurato evento
di Casa Sicilia a New York”, riferendosi con ciò alla esclusione dei Comites,
fra i quali vi sono molti siciliani, dall’evento di inaugurazione della nuova
sede nella Grande Mela (v. Inform n. 253 del 14 dicembre). Un fatto che, scrive
Cicala, “mi costringe a denunciare questo modus operandi che permette queste
continue ricorrenze da parti di Enti e Istituzioni, dalle Alpi alle Isole, le
Regioni, le Province, i Comuni, rappresentanze statali o parastatali, insomma
un po’ tutti, che continuano ad ignorare l’esistenza di una legge della Repubblica
(la n. 286 del 23 ottobre 2003), che, all’interno del Ministero per gli Italiani
nel Mondo, istituisce il Comites (che a sua volte elegge i loro rappresentanti
in seno al CGIE), come l’organo di rappresentanza fra comunità e Patria”. “Tengo
a precisare – prosegue Cicala - che i componenti di detti Comites sono stati
democraticamente eletti dagli elettori di cui facciamo parte e che, come tali,
conosciamo a fondo le necessità, le problematiche, i desideri delle comunità,
che provengono da tutti gli strati della società: dai professionisti all’imprenditoria,
dalla cultura alla politica, dal proletariato al manageriale; e che nessuno,
meglio di questo gruppo di espatriati può meglio aiutare l’espansione dell’italianità
all’estero, e siamo gli stessi che voteremo alle prossime elezioni politiche”.
Il coordinatore dei Comites degli Usa sollecita pertanto
a “far sentire all’unisono la nostra voce affinché i Comites siano una fonte
d’informazione, di consulenza, di aiuto alle iniziative delle Regioni, Province,
Comuni, Enti statali o parastatali” poiché “il comune denominatore di tutti
noi che ci siamo sottoposti al setaccio della selezione elettiva delle nostre
comunità è uno solo: glorificare la
Patria che ci ha dato i natali, diffondendo la nostra cultura,
la nostra lingua, il nostro design,il nostro prodotto, la nostra enogastronomia,
il nostro paesaggio; in breve tutto quello che il mondo ci invidia: the Italian
style of life”.
Altra problematica: “le modalità con le quali si eleggono
chi ci rappresenta all’interno del CGIE”. “Si dice che consiglieri dovrebbero
essere gli eletti dagli eletti, quando in effetti – accusa Cicala - queste elezioni
sono contaminate dalla presenza di elettori che a loro volta non si sono mai
confrontati con l’elettorato, o magari addirittura rigettati dall’elettorato,
ma inseriti per nomine indiscriminate o comunque anomale alla costituzione di
un gruppo altrimenti democraticamente eletto”. Per Cicala è “falsità”, cercare
“di giustificare questa pratica in difesa dell’associazionismo”. Infatti, “noi
tutti eletti al Comites facciamo parte di questa o quell’associazione, che come
per tutte le associazioni sono state il nostro solo modo di colloquiare con
le istituzioni, ma come appartenenti a questa o quella associazione ci siamo
presentati alle elezioni e siamo stati eletti a rappresentare tutto l’elettorato,
facente o non facente parte a questa o quella associazione, e siamo l’organismo
di rappresentanza. Ed è ora che i componenti del CGIE siano eletti dagli eletti
dal Comites, e questo vale anche per i membri nominati al CGIE da enti in Italia”.
Cicala si sofferma poi sul “non meno importante problema
della informazione di ritorno e della comunicazione
Intercomites”.
“I nostri appelli
a Rai International lasciano il tempo che trovano” commenta con rammarico Cicala
. Ricordando che nel “nostro appello, firmato da tutti i presidenti dei Comites,
e testimoniato dal consigliere CGIE Silvana Mangione in seno alla riunione plenaria
di San Francisco del 10 aprile 2005 ( Commissione continentale CGIE per l’area
anglofona, ndr) venne auspicato che
“nel pieno rispetto della pluralità dell’informazione”, venisse “adottata la
rotazione dei telegiornali nella programmazione dei palinsesti di Rai International per la fascia
oraria di maggiore ascolto e nelle trasmissioni
di Rai Italia in Usa”. Cicala ricorda che nell’appello il comitato dei presidenti
chiedeva anche che fosse “immediatamente costituito un Comitato di consultazione
permanente della Direzione di Rai International sui programmi per gli Usa, formato
da componenti delle rappresentanze democratiche degli italiani in
Usa” che si sarebbe dovuto incontrare “periodicamente con i massimi dirigenti
di Rai International”. Documento-appello al quale “Rai International non ha
nemmeno concesso la cortesia di un riscontro”, sottolinea Cicala. Aggiungendo
polemicamente: “dovremo riprendere la mozione, e inoltrarla per raccomandata
con ricevuta di ritorno, così almeno non potranno dire di non averla ricevuta”
Cicala esprime poi l’auspicio che “nel 2006 avremo un sito a carattere nazionale che si
occupi di problematiche di carattere
generale e che dal quel sito possiamo collegarci ai siti locali dei vari Comites
che ciascun presidente provvederà a fare aggiornare almeno mensilmente”. Tutto
questo, conclude Cicala, “senza tralasciare la spinta all’insegnamento della
nostra lingua nelle scuole K-16, cosi che l’italiano rimanga un idioma vibrante,
la nostra lingua, quella dei nostri figli, e di tutti coloro che amano la nostra
cultura, le nostre tradizioni”. C’è “tanto da fare... ma insieme otterremo i
dovuti risultati”. (Inform)
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Messaggio del Presidente sulle funzioni del Comites
Il COMITES di Washington, D.C. e' un gruppo apartitico, democraticamente eletto
con lo scopo di identificare e proteggere gli interessi e i bisogni dell'intera
comunita' italiana della XI.ma circoscrizione consolare degli U.S.A., che
include, oltre alla capitale, le contee Montgomery e Prince George's del
Maryland ed Arlington e Fairfax della Virginia.
Il COMITES, Comitato per gli Italiani all'Estero, con il CGIE, Comitato
Generale degli Italiani all'Estero,
e' uno degli Organismi del Ministero per gli Italiani nel Mondo, istituito in
base alla legge 23 ottobre, n. 286, ed
e' organo di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le
rappresentanze diplomatico-consolari.
E' composto da 12 membri eletti dai cittadini italiani residenti nella
circoscrizione con l'aggiunta di altri 4 cooptati fra i residenti non di
cittadinanza italiana ma di discendenza italiana; in tal modo il COMITES e'
impegnato a rappresentare l'intera collettivita' della circoscrizione, siano
essi italiani di cittadinanza o discendenza.
Il programma del COMITES e' il "vostro programma", perche' il COMITES non e' ne'
una associazione ne' un gruppo politico, e si propone di soddisfare le richieste
di appoggio ai Vostri progetti, siano essi culturali, sociali, educativi o
d'altro genere. Non esitate a comunicarci le vostre idee. Parlandone insieme possiamo anche rendere più chiara ed efficace la nostra funzione. Le nostre riunioni sono pubbliche e vi esortiamo fin d'ora a parteciparvi. Data, orario e luogo delle riunioni saranno resi noti con anticipo attraverso i media locali.
In collaborazione con le autorità consolari,
il COMITES intende:
- Cooperare nella tutela dei cittadini italiani
residenti in questa circoscrizione;
- Facilitare il rapporto tra la collettività
italiana e le nostre rappresentanze consolari;
- Promuovere iniziative relative alla vita sociale, culturale e ricreativa
della comunita', alla promozione dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole pubbliche ed alla diffusione del "made in Italy".
- Assumere funzioni consultive sulle richieste
di contributi da parte di associazioni ed enti italiani operanti nella circoscrizione;
- Esprimere pareri, suggerimenti e proposte
sulle iniziative che le autorità consolari intendono svolgere a favore della comunità;
- Segnalare alle autorità consolari eventuali
casi in cui sia necessario il loro intervento a favore di uno o più membri della nostra collettività.
Carmelo Cicala
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