(18) -COMPLETATA LA STRUTTURA DEL GOVERNO PRODI
ROMA (aise) - (18 maggio 2006) - Nel corso del primo Consiglio dei Ministri, terminato poco prima delle 24 di ieri, è stata completata la struttura del Governo di Romano Prodi con la nomina di 9 vicemistri e 63 sottosegretari. Il Vice ministro per gli italiani all’estero verrà nominato oggi.
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Presidente : ROMANO PRODI
Vice presidenti : Massimo D’ALEMA e Francesco RUTELLI
Sottosegretari : Enrico Letta Segretario del Consiglio,
Enrico Micheli con delega ai Servizi,
Fabio Gobbo con delega al Coordinamento del Cipe,
Ricardo Franco Levi con delega all'Editoria.
ESTERI
Ministro : MASSIMO D’ALEMA
Vice ministri : Ugo Intini e Patrizia Sentinelli
Sottosegretari : Famiano Crucianelli, Donato Di Santo, Gianni Vernetti, Vittorio Craxi .
INTERNO
Ministro : GIULIANO AMATO
Vice ministro : Marco Minniti
Sottosegretari : Graziella Lucidi, Ettore Rosato, Alessandro Paino, Franco Bonato.
GIUSTIZIA
Ministro: CLEMENTE MASTELLA
Sottosegretari : Luigi Manconi, Alberto Maritati, Daniela Melchiorre, Luigi Scotti, Luigi Rigotti.
DIFESA
Ministro : ARTURO PARISI
Sottosegretari : Luigi Forceri, Emidio Casula, Marco Verzaschi.
ECONOMIA
Ministro: TOMMASO PADOA SCHIOPPA
Vice ministri : Vincenzo Visco e Roberto Pinza
Sottosegretari : Massimo Tononi, Paolo Cento, Mario Lettieri,
Alfiero Grandi, Antonangelo Casula.
SVILUPPO ECONOMICO
Ministro: PIERLUIGI BERSANI
Vice ministro : Sergio D’Antoni
Sottosegretari : Mario Bubbico, Paolo Giaretta, Alfonso Gianni
INFRASTRUTTURE
Ministro : ANTONIO DI PIETRO
Viceministro : Angelo Capodicasa
Sottosegretari : Luigi Meduri, Tommaso Casillo.
TRASPORTI
Ministro : ALESSANDRO BIANCHI
Vice ministro : Cesare De Piccoli
Sottosegretario : Andrea Annunziata.
ISTRUZIONE
Ministro : GIUSEPPE FIORONI
Viceministro : Mariangela Bastico
Sottosegretari : Gaetano Pascarella, Letizia De Torre.
AGRICOLTURA
Ministro : PAOLO DE CASTRO
Sottosegretari : Guido Tampieri, Stefano Boco.
LAVORO
Ministro : CESARE DAMIANO
Sottosegretari : Antonio Montagnino, Rosa Rinaldi.
COMUNICAZIONI
Ministro : PAOLO GENTILONI
Sottosegretari : Luigi Vimercati, Giorgio Calò.
SALUTE
Ministro : LIVIA TURCO
Sottosegretari : Serafino Zuccheli, Antonio Gaione, Giampaolo Patta.
UNIVERSITÀ
Ministro : FABIO MUSSI
Sottosegretari : Luciano Modica, Nando Dalla Chiesa.
SOLIDARIETÀ SOCIALE
Ministro: PAOLO FERRERO
Sottosegretari : Franca Donaggio, Cristina De Luca.
BENI CULTURALI E TURISMO
Ministro : FRANCESCO RUTELLI
Sottosegretari : Elena Montecchi, Andrea Marcucci, Danielle Mazzonis.
AMBIENTE
Ministro : ALFONSO PECORAIO SCANIO
Sottosegretari : Gianni Piatti, Bruno Dettori, Laura Marchetti.
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO E RIFORME
Ministro : VANNINO CHITI
Sottosegretari : Giampaolo D'Andrea, Paolo Naccarato.
RIFORME E INNOVAZIONE
Ministro : LUIGI NICOLAIS
Sottosegretari : Beatrice Magnolfi, Giampiero Scanu.
AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE LOCALI
Ministro : LINDA LANZILLOTTA
Sottosegretario : Pietro Colonnella.
POLITICHE EUROPEE E COMMERCIO INTERNAZIONALE
Ministro: EMMA BONINO
Sottosegretari : Mauro Agostini, Milos Budin.
DIRITTI E PARI OPPORTUNITÀ
Ministro: BARBARA POLLASTRINI
Sottosegretario : Donatella Linguiti.
SPORT E POLITICHE GIOVANILI
Ministro : GIOVANNA MELANDRI
Sottosegretari : Giovanni Lolli, Elidio De Paoli.
FAMIGLIA
Ministro : ROSY BINDI
Sottosegretario : Chiara Acciarini. (aise)
TOP
(16) -IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO ALLA NAZIONE FUORI E DENTRO I CONFINI
ROMA ( AISE) - (16 maggio 2006) - Di fronte all’Assemblea "nella quale si riconoscono tutti gli italiani, per la prima volta anche quelli che operano all'estero, le cui comunità hanno finalmente voce per far sentire le loro esigenze ed attese", il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha pronunciato nel pomeriggio di ieri la tradizionale formula di giuramento, con cui è entrato nel pieno possesso dei suoi poteri di Capo dello Stato.
Arrivato alle 17 a Montecitorio, mentre risuonavano le campane a festa, Napolitano è stato accolto dal picchetto d’onore e, quindi, dai Presidenti di Camera e Senato che lo hanno accompagnato in un’Aula gremita. Qui il nuovo Presidente della Repubblica è stato salutato da un lungo applauso ed ha prestato giuramento, mentre contemporaneamente sul Gianicolo venivano sparati i 21 colpi di cannone.
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione", ha detto. Poi, "con profonda emozione" si è rivolto al Parlamento ed alla nazione, in diretta televisiva con un lungo e lucido discorso che ha affrontato i temi pregnanti della politica nazionale ed internazionale.
"La nuova legislatura si è aperta nel segno di un forte travaglio, a conclusione di un'aspra competizione elettorale, dalla quale gli opposti schieramenti politici sono emersi entrambi largamente rappresentativi del corpo elettorale", ha detto. "Il fatto che si sia instaurato un clima di pura contrapposizione e di incomunicabilità, a scapito della ricerca di possibili terreni di impegno comune, deve considerarsi segno di un'ancora insufficiente maturazione nel nostro Paese del modello di rapporti politici e istituzionali già consolidatosi nelle altre democrazie occidentali", ha aggiunto.
Per Napolitano, dunque, "è venuto il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza anche in Italia", che dovranno basarsi sul "reciproco riconoscimento, rispetto ed ascolto tra gli opposti schieramenti, il confrontarsi con dignità in Parlamento e nelle altre assemblee elettive, l'individuare i temi di necessaria e possibile limpida convergenza nell'interesse generale".
Ma per il nuovo Presidente della Repubblica, "chiamato a rappresentare l'unità nazionale", oggi è stato soprattutto il giorno per trasmettere "un messaggio di fiducia, in risposta al bisogno di serenità e di equilibrio fattosi così acuto e diffuso tra gli italiani". Napolitano si è detto certo che "la politica possa recuperare il suo posto fondamentale e insostituibile nella vita del Paese e nella coscienza dei cittadini. Può riuscirvi quanto più rifugga da esasperazioni e immeschinimenti che ne indeboliscono fatalmente la forza di attrazione e persuasione, e quanto più esprima moralità e cultura, arricchendosi di nuove motivazioni ideali". Tra queste, "quella del costruire basi comuni di memoria e identità condivisa, come fattore vitale di continuità nel fisiologico succedersi di diverse alleanze politiche nel governo del Paese". Come Ciampi, il suo successore ha richiamato alla memoria il Risorgimento italiano, la resistenza, la liberazione dal nazifascismo. Una "memoria condivisa, come premessa di una comune identità nazionale, che abbia il suo fondamento nei valori della Costituzione".
Napolitano ha poi rivolto proprio a Ciampi il suo "più sentito e convinto omaggio" per "l'impulso a una più forte affermazione dell'identità nazionale italiana e di un rinnovato sentimento patriottico". Ma allo stesso tempo, seguendo ancora la scia del suo predecessore, ha ricordato: "l'Europa è per noi italiani una seconda patria" e la recente crisi che l’ha investita, con le difficoltà incontrate nella ratifica del Trattato, "non può in alcun modo oscurare" il cammino sin qui compiuto.
Lo stesso rilancio della costruzione europea sarà, ha affermato Napolitano, l’unica "alternativa" per affrontare le prossime sfide, nazionali ed internazionali. "L'Italia solo come parte attiva della costruzione di un più forte e dinamico soggetto europeo e l'Europa solo attraverso l'unione delle sue forze e il potenziamento della sua capacità d'azione potranno giuocare un ruolo effettivo, autonomo, peculiare nell'affermazione di un nuovo ordine internazionale di pace e di giustizia".
Per Napolitano, dunque, "la strada maestra per l'Italia resta quella dell'impegno europeistico", come anche il Presidente Ciampi ha in questi anni appassionatamente indicato e come ormai sentono le giovani generazioni.
Di certo, ha proseguito il Presidente della Repubblica, tale priorità "nulla toglie alla profondità dell'adesione dell'Italia a una visione dei rapporti transatlantici, dei suoi storici legami con gli Stati Uniti d'America e delle relazioni tra Europa e Stati Uniti, come cardine di una strategia di alleanze, nella libera ricerca di approcci comuni ai problemi più controversi e nella pari dignità".
È in tale contesto che, secondo Napolitano, va affrontata "senza esitazioni e ambiguità" la minaccia del terrorismo di matrice fondamentalista islamica, "senza mai offrire a questo insidioso nemico il vantaggio di una nostra qualsiasi concessione alla logica dello scontro di civiltà, di una nostra rinuncia al principio e al metodo del dialogo tra storie, culture e religioni diverse".
Quindi l’applauso più lungo, quando il Capo dello Stato ha rivolto il proprio "omaggio riverente e commosso" ai militari italiani caduti nelle missioni all’estero, "assolte con dedizione e onore, qualunque sia stato il grado di consenso nel deliberarle".
Un messaggio di fiducia, ha ribadito Napolitano, anche guardando al prossimo futuro dell’Italia. "Senza indulgere a diagnosi pessimiste sull'inevitabile declino del nostro sistema economico e finanziario, ma nemmeno sottovalutando la gravità delle debolezze da superare e dei nodi da sciogliere", Napolitano ha individuato nel debito pubblico e nelle debolezze del sistema produttivo i primi due nodi.
"C'è bisogno di più giustizia e coesione sociale", ha continuato il Capo dello Stato, per il quale "il problema del rilancio della nostra economia" è fortemente legato "a quello della giustizia sociale, della lotta contro le accresciute disuguaglianze e le nuove emarginazioni e povertà, dell'impegno più conseguente per elevare l'occupazione e il livello di attività della popolazione, il problema non eludibile del miglioramento delle condizioni dei lavoratori e dei pensionati e di una rinnovata garanzia della dignità e della sicurezza del lavoro".
Dinanzi a problemi così complessi e a vincoli così pesanti, Napolitano si è detto certo: "possiamo farcela", ma "dobbiamo guardare alle risorse di cui dispone l'Italia". Quelle istituzionali e quelle del ricco tessuto civile e culturale. Ma soprattutto le famiglie, che "rappresentano la più grande ricchezza dell'Italia", e le donne, verso cui "pregiudizi e chiusure, con l'enorme spreco che ne consegue", "non sono ormai più tollerabili".
Quanto alla libertà ed alla sicurezza, Napolitano ha ricordato: "resta assai dura la sfida della lotta contro la criminalità" e "le nuove minacce del terrorismo internazionale e interno". Ma ci dà fiducia "l'azione efficace e congiunta della magistratura e delle forze dell'ordine", alle quali tutte il Capo dello Stato ha indirizzato "il più vivo nostro riconoscimento".
"Certo, i problemi della legalità e della moralità collettiva si presentano ancora aperti in modi inquietanti e anche in ambiti che avremmo sperato ne restassero immuni", ha detto ancora Napolitano riferendosi agli ultimi scandali nel mondo del calcio. "E troppe tensioni circondano ancora i rapporti tra politica e giustizia". Ma, anche in questo campo, "sono esigenze di serenità e di equilibrio quelle che si avvertono e chiedono di essere soddisfatte".
Napolitano ha rivolto, dunque, a politica ed istituzioni un "appello all'unità" per "dare slancio e coesione alla nostra società" ed "assicurare al nostro Paese il ruolo che gli spetta in Europa e nel mondo".
Quanto al suo ruolo istituzionale, Napolitano ha assicurato il proprio impegno a favore di "più pacati confronti tra le forze politiche e più ampie, costruttive convergenze nel Paese", un impegno, ha detto, che "svolgerò con la necessaria sobrietà e nel rigoroso rispetto dei limiti che segnano il ruolo e i poteri del Presidente della Repubblica nella Costituzione vigente".
"Un ruolo di garanzia dei valori e degli equilibri costituzionali; un ruolo di moderazione e persuasione morale, che ha per presupposto il senso e il dovere dell'imparzialità nell'esercizio di tutte le funzioni attribuite al Presidente", ha dichiarato Napolitano, che ha poi accolto il riferimento "ai valori umani e cristiani che sono patrimonio del popolo italiano" presente nel messaggio augurale di Papa Benedetto XVI, al quale ha rivolto il suo ringraziamento e saluto.
Infine, rivolgendosi all’Assemblea di tutti gli italiani, anche quelli all’estero, Napolitano ha ribadito: "non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto; avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete" e, ha concluso, "dedicherò senza risparmio le mie energie all'interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte". (r.aronica\aise)
TOP
(11) - La biografia di Giorgio Napolitano
(9colonne) ROMA - (11 maggio 2006) Giorgio Napolitano nasce a Napoli il 29 giugno 1925. Nel 1945 aderisce al Partito comunista italiano e due anni dopo si laurea in giurisprudenza all'Università di Napoli, con una tesi di economia politica su "Il mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno dopo l'unità e la legge speciale per Napoli del 1904". Dal 1946 al 1948 fu nella segreteria del Centro Economico Italiano per il Mezzogiorno presieduto dal sen. Paratore. Fu attivo nel Movimento per la Rinascita del Mezzogiorno fin dalla sua nascita (dicembre 1947) e per oltre 10 anni. Eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1953, ne è stato membro per dieci legislature, essendo sempre rieletto nella circoscrizione di Napoli, fino al 1996. La sua attività parlamentare si è svolta per un lungo periodo in seno alla Commissione Bilancio e Partecipazioni Statali, concentrandosi - anche nei dibattiti in Assemblea - sui problemi dello sviluppo del Mezzogiorno e sui temi della politica economica nazionale. Nello stesso tempo veniva svolgendo un'intensa attività pubblicistica, collaborando in particolare alla rivista "Società" e (dal 1954 al 1960) alla rivista "Cronache meridionali" con saggi sul dibattito meridionalista dopo la Liberazione e sul pensiero di Guido Dorso, sulle politiche di riforma agraria e sulle tesi di Manlio Rossi-Doria, sull'industrializzazione del Mezzogiorno. Tra il 1969 e il 1975, seguì principalmente i problemi della vita culturale, come responsabile della politica culturale del Pci. Grande successo, con traduzioni in oltre 10 paesi, ebbe il suo libro "Intervista sul Pci" con Eric Hobsbawm (Laterza 1975).
Fu poi - nel periodo della solidarietà democratica (1976-79) - portavoce del Pci, anche nei rapporti con il governo Andreotti, sui temi dell'economia e del sindacato. All'esperienza di quel periodo dedicò il libro "In mezzo al guado" (1979). Nel 1981 fu eletto Presidente del gruppo parlamentare comunista alla Camera dei Deputati, incarico che mantenne fino al 1986 partecipando attivamente a tutti i dibattiti di politica generale e alla vita dell'istituzione. Negli anni '80 venne crescendo il suo impegno sui problemi della politica internazionale ed europea, sia nella Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, sia come membro (1984-96) della delegazione italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord, sia attraverso molteplici iniziative di carattere politico e culturale. Già a partire dagli anni '70, svolse una vasta attività di conferenze all'estero: negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna e in Germania, nelle Università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington). Il suo impegno europeistico si manifestò attraverso la partecipazione al Parlamento europeo, di cui fu eletto membro nel 1989, e attraverso numerose missioni all'estero, compreso il ciclo di conferenze tenute negli Stati Uniti dopo la storica svolta segnata dalla caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti in Europa centrale e orientale. Le conferenze furono raccolte nel libro "Europa e America dopo l'89" (Laterza, 1992) dedicato anche a una riflessione sul "crollo del comunismo" e sui "problemi della sinistra".
Il suo costante contributo alla battaglia europeistica è stato sancito dall'elezione, nel 1995, a Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo. Dopo la conclusione della sua attività di governo come Ministro dell'Interno, rieletto nel 1999 membro del Parlamento europeo, è stato chiamato a presiederne la Commissione Affari Costituzionali. La sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al riavvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo, gli sono valsi il conferimento - nel 1997 ad Hannover - del premio internazionale Leibniz-Ring per l'impegno "di tutta una vita". E’ stato Presidente della Camera dei Deputati dal 1992 al 1994. Dal maggio 1996 all'ottobre 1998 Ministro dell'Interno nel governo Prodi. Dal giugno 1999 al giugno 2004 è stato Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento europeo. Giorgio Napolitano è Presidente della Fondazione della Camera dei Deputati dal primo agosto 2003.
TOP
(1) - REFERENDUM 2006/ TEMPI E SCADENZE PER IL VOTO PER CORRISPONDENZA DEI CONNAZIONALI ALL’ESTERO
ROMA\ aise\- (1 maggio 2006) - Anche gli italiani permanentemente e temporaneamente all’estero parteciperanno al referendum confermativo della Legge sulla devolution in programma il 25 e 26 giugno prossimi.
Ancora una volta si voterà per corrispondenza e, dunque, sono stati fissati dei termini affinché le schede votate all’estero possano giungere in Italia in tempo utile per essere scrutinate con quelle degli elettori in Patria.
A ciascun elettore il Consolato invierà per posta, entro il 7 giugno, un plico contenente: un foglio informativo , il certificato elettorale, la scheda elettorale, una busta completamente bianca, una busta già affrancata recante l’indirizzo dell’Ufficio consolare stesso, il testo della legge sul voto all’estero.
L’elettore, utilizzando la busta già affrancata e seguendo attentamente le istruzioni contenute nel foglio informativo, dovrà spedire senza ritardo, la scheda elettorale votata, in modo che arrivi al proprio Consolato entro - e non oltre - le 16 del 22 giugno.
Come sempre è vietato inoltrare voti per conto di altre persone: chiunque contravvenga a tale divieto incorre in sanzioni penali, da uno a tre anni di reclusione, e pecuniarie.
L’elettore che alla data dell’11 giugno non avesse ancora ricevuto il plico elettorale, potrà rivolgersi al proprio Consolato per verificare la propria posizione elettorale e chiedere un duplicato.
- Anche per il prossimo referendum del 25 e 26 giugno prossimi sarà possibile per gli elettori italiani all’estero presentare ai consolati la richiesta di votare in Italia. Il cosiddetto "diritto d’opzione" potrà essere fatto valere entro il prossimo lunedì, 8 maggio, inviando per posta, fax o mediante consegna la rispettiva richiesta al Consolato di riferimento.
La scelta di votare in Italia vale solo per la prossima consultazione referendaria. La comunicazione di opzione può essere scritta su carta semplice e, per essere valida, deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore e sarà cura di quest’ultimo verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare.
Gli elettori che scelgono di votare in Italia riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso il proprio seggio elettorale in Italia. In tal caso, la Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano.
La scelta di votare in Italia può essere revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’esercizio dell’opzione (cioè sempre l’8 maggio). (aise)
TOP
(29) ITALIAN ELECTIONS 2006- Rules and results (by Pino Cicala)
April 29, 2006 - The newly elected members of the House of Representatives (Camera) and of the Senate will meet April 28th , and after the election of their Presidents they will constitute parliamentary groups of the various political parties (and usually also of a “gruppo misto” for the non aligned members) and elect their “Capigruppo”.
After concluding the required formalities, the Senate and House will meet in joint session , (expected date May 12-13) for the election of the President of the Republic as President Ciampi’s mandate will expire on May 18th.
It is a very strict timetable and probably the designation of a Premier will not take place until the new President of the Republic is elected.
The new President will start consultations with representatives of the political parties and former Presidents of the Republic, and will designate a Premier who will form a new cabinet and will ask for a vote of confidence within ten days of its formation.
The electoral system: To assure a majority to the winning party a new electoral law was approved on December 21 2005 with the following rules:
For the House: voting age 18, number of seats 630 (of which 12 elected by Italian citizens abroad). Seats to be assigned with a proportional system to the list(s) getting a percentage of votes higher that the minimum required (10% for the coalitions, 4% for independent lists, 2% for lists part of a coalition), and a bonus to guarantee 340 seats to the list or coalition getting the highest number of votes.
Electors in Italy vote for a party. Each party (within the coalitions or independent) gets a number of seats in proportion of their votes and the seats are assigned to its candidates according to the order in which they are listed by their parties. On the other hand, Italian citizens abroad vote for a specific candidate within a list of candidates.
Because of the need to obtain the highest possible number of votes, political parties form coalitions. Electors vote for their political parties and the total of their votes are computed for the coalition. The votes of Italians abroad are not included in this total.
In the elections of last April 9-10 the valid votes cast were 38,153,343.
The two coalitions received a total of 37,980,441 valid votes, with the difference going to the other parties
The Coalition (Casa delle Liberta’) headed by outgoing Premier Berlusconi obtained 18,977,343 votes.
The Coalition (Unione) headed by Prof. Romano Prodi obtained 19,002,598 votes
The difference was of 24,775 votes.
The “Unione” with the bonus going to the coalition getting the highest number of votes
gets 340 seats. The “Casa delle Liberta'” gets 277 seats
For the Senate: the voting age is 25, the number of seats is 315 of which 6 elected by Italian citizens living abroad.
Seats are assigned to the lists reaching the minimum percentage with a regional proportional system and a bonus to the list or coalition with the highest number of votes
computed on a regional basis.
The Molise Region has two Senators and does not get a bonus, also the Regions Valle d’Aosta and Trentino- Alto Adige do not get bonus seats.
In the Senate the “Casa delle Liberta' ” won 156 seats, and “Unione” won 158 seats. An independent was elected abroad in South America.
The total of elected senators is 315 and there here are also 7 “Life Senators”. Thus
the majority in the Senate is 162.
The Italian abroad were divided into four colleges one of which was for Central and North America which was assigned two seats in the House and One in the Senate. In this college the coalition headed by Prodi presented to the voters its party symbol, while the parties of the group headed by Berlusconi presented individual lists of candidates. There was also an Independent list.
Mr Renato Turano of the Unione was elected to the Senate and and Mr Bocchino of the Unione and Mr Ferrigno of Forza Italia were elected to the House. They are now our representatives to the Italian Parliament.
Twelve members of the house were elected abroad : 6 of the Unione, 3 of Forza Italia,
1 of Italia con con Tremaglia, 1 to the Associazioni Italiane in Sud America, and 1 of Italia dei Valori.
Six Senators were elected of which 4 of Unione, 1 of Forza Italia and 1 of the Associazioni Italiane in Sud America.
The importance of the vote of the Italians abroad is evident in the results and has confirmed their interest in the political life of Italy.
The worldwide participation in this historical first vote of Italians abroad was 42%.
The participation in the Central and North American was about 35 %
But in our Washington Consular Area it was over 50%, the highest in the world. (Pino Cicala)
TOP
(11) - POLITICHE 2006/ POLITICA E MEDICINA NELLA VITA DI GINO BUCCHINO NEO ELETTO ALLA CAMERA IN CENTRO E NORD AMERICA
ROMA\ aise\ - (11 aprile 2006) Classe 1948, originario di Bivongi (Reggio Calabria), Gino Bucchino è uno dei due deputati eletti dagli italiani all’estero nella ripartizione Centro e Nord America. Sposato, padre di due figli, nonno di due nipotine, con una terza in arrivo, Bucchino, laureato in medicina, è medico di professione e, da sempre, è un membro attivo della collettività italo canadese.
Laureato a Firenze, è autore di diverse pubblicazioni. Coordinatore dell’Istituto di Medicina dello Sport di Firenze, nel 1977 è in Somalia docente della Cattedra di Anatomia Umana Normale, all’Università di Mogadiscio. Dal 1977al 1983 è medico igienista nel Servizio di Igiene Pubblica e del Territorio del Comune di Firenze.
Nel 1985 fonda e coordina il Comitato Italo-Venezuelano per la lotta all’Aids, in collaborazione con i padri Scalabriniani, il Consolato Italiano, la Presidenza del Parlamento Venezuelano e gli auspici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Dal 1988 fino al 2000 è Direttore e co-fondatore della Clinica della Nutrizione “Salus Nutrition Centre” Toronto, Canada. Nel 2002 torna in Africa: è in Uganda come Field Instructor dello Stage del Master di Medicina delle Povertà e delle Emarginazioni della Caritas di Roma, nel 2001 ancora in Africa per incarico del Ministero degli Affari Esteri è Coordinatore dell’European Development Fund Program (EDF) dell’Unione Europea.
Parimenti intensa la sua attività politica, prima in Venezuela e poi in Canada. È il 1984 quando fonda a Caracas l’Associazione Toscani in Venezuela di cui sarà presidente. Nello stesso periodo è Coordinatore della Consulta dell’Emigrazione della Regione Toscana in Sud America e delle Federazioni e Associazioni Regionali Italiane di Caracas. In Canada dal 1988, Bucchino è tra i promotori del Comites spontaneo di Toronto che presiederà per 5 anni, ricevendo l’incarico di coordinare l’intercomites canadese. Dal 1989 al 1991 è Direttore del Giornale Nuovo Mondo. Coordinatore della Fusie per il Nord America, dal 1998 è consigliere del Cgie. Rieletto nel 2004 è membro del Comitato di Presidenza.
Membro della Filef e Presidente dell’INCA nazionale del Canada dal 2003 al 2005, Bucchino in tempi recenti è stato promotore della prima raccolta firme per ottenere il segnale di Rai International in Canada e fondatore ed editore del mensile “Trentagiorni”. (aise)
TOP
(11) - Camera dei Deputati e Senato della Repubblica - Circoscrizione Estera: i candidati eletti
ROMA – (11 aprile 2006) (Inform)
Camera dei Deputati: i dodici candidati eletti
Dei dodici deputati della Circoscrizione Estero sei sono stati eletti nelle liste dell’Unione, tre in quelle di Forza Italia, uno nella lista Per l’Italia nel Mondo con Tremaglia e uno nella lista Associazioni Italiane in Sud America.
Ripartizione Europa
Per L’Unione; Franco Narducci (28.839 voti di preferenza), Arnold Cassola (19.192). Gianni Farina (18.403).
Per Forza Italia: Massimo Romagnoli (8.323), Guglielmo Picchi (5.286)
Per L’Italia dei Valori: Antonio Razzi (1.865 voti)
Ripartizione Sud America
Per la lista Associazioni Italiane in SudAmerica: Ricardo Merlo (43.057)
Per L’Unione: Marisa Bafile (17.763)
Per L’Italia nel Mondo con Tremaglia: Giuseppe Angeli (11.443)
Ripartizione Nord e Centro America
Per L’Unione: Gino Bucchino (10.332)
Per Forza Italia: Salvatore Ferrigno (10.093)
Ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide
Per l’Unione: Marco Fedi (11.494)
Senato della Repubblica: i sei candidati eletti
ROMA – Dei sei senatori della Circoscrizione Estero quattro sono stati eletti nelle liste dell’Unione, uno nella lista di Forza Italia e il sesto nella lista Associazioni Italiane in Sud America.
Ripartizione Europa
Per L’Unione: Claudio Micheloni (47.891 voti di preferenza)
Per Forza Italia: Antonella Rebuzzi (13.449)
Ripartizione Sud America
Per la lista Associazioni Italiane in Sud America: Luigi Pallaro (49.903)
Per L’Unione: Mirella Giai (18.506)
Ripartizione Nord e Centro America
Per L’Unione: Renato Turano (11.634)
Ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide
Per l’Unione: Nino Randazzo (11.329)
(Inform)
TOP